La sera del 5 marzo 2026 il lungolago di Como ha vissuto un momento destinato a entrare nella storia della città. Con l’accensione della nuova illuminazione architetturale del Tempio Voltiano, è stato infatti inaugurato ufficialmente il percorso verso il Bicentenario della morte di Alessandro Volta (1827–2027).

Un gesto simbolico e allo stesso tempo concreto: una nuova luce che restituisce al Tempio tutta la sua forza visiva e il suo valore culturale, rendendolo ancora più presente nel panorama urbano e nella memoria collettiva della città.

L’intervento è stato interamente sponsorizzato e realizzato da Imat Felco, che ha curato progettazione illuminotecnica, fornitura e posa degli apparecchi illuminanti, contribuendo alla valorizzazione di uno dei luoghi simbolo di Como.

 

Un progetto pensato per valorizzare l’architettura del Tempio

Il nuovo impianto di illuminazione nasce da un lungo lavoro di studio e sviluppo, con l’obiettivo di esaltare le caratteristiche architettoniche del Tempio progettato dall’architetto Federico Frigerio.

Non si tratta semplicemente di illuminare un edificio storico, ma di raccontarne la forma attraverso la luce, mettendo in evidenza la monumentalità della struttura, l’equilibrio delle proporzioni classiche, i dettagli architettonici della facciata e la presenza scenica del Tempio nel contesto del lungolago.

Il risultato è un’illuminazione capace di valorizzare ogni elemento dell’architettura, rendendo il Tempio Voltiano visibile e riconoscibile anche nelle ore serali e restituendo alla città un’immagine ancora più suggestiva di questo luogo iconico.

Durante la serata inaugurale, il Responsabile del reparto illuminotecnico di Imat Felco ha illustrato il lavoro tecnico e le soluzioni progettuali adottate per raggiungere questo risultato, spiegando come la progettazione sia stata guidata dalla volontà di rispettare l’identità del monumento e amplificarne il valore storico e simbolico.

 

 

Il momento dell’accensione

L’atmosfera della serata è stata resa ancora più speciale dalla musica.

Sulle note della marcia “La scossa elettrica”, composta nel 1899 da Giacomo Puccini per celebrare il centenario della pila di Volta, il Tempio si è acceso davanti al pubblico presente.

La musica è stata eseguita dalla Lario Brass del Conservatorio di Como, diretta dal maestro Fulvio Clementi, accompagnando uno dei momenti più emozionanti dell’evento: l’istante in cui la nuova illuminazione ha rivelato il Tempio nella sua veste luminosa.

Un momento capace di unire storia, scienza, arte e tecnologia, proprio come l’eredità di Volta continua a fare ancora oggi.

Accendere una storia, un presente, un futuro”

Durante la serata è intervenuta Elena Mantelli, Amministratore Delegato di Imat Felco, che ha presentato il progetto e condiviso il significato più profondo dell’intervento:
“Non si trattava semplicemente di fornire corpi illuminanti, ma di lasciare alla città e alla comunità qualcosa di eterno.”

Parole che hanno preceduto il momento dell’accensione, introdotto da un messaggio che ha riassunto lo spirito dell’iniziativa:

“Stasera accendiamo una storia, un presente, un futuro.”

L’illuminazione del Tempio rappresenta infatti molto più di un intervento tecnico: è un segno concreto di legame tra impresa, territorio e patrimonio culturale.

 

Un contributo alla città

Per Imat Felco è motivo di grande soddisfazione aver contribuito a dare una nuova luce al principale museo cittadino e unico al mondo dedicato interamente a uno scienziato, condividendo questo momento con istituzioni, architetti e professionisti del territorio.

Un sentito ringraziamento va a tutto il team del reparto illuminotecnico di Imat Felco e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto e alla riuscita dell’evento, mettendo in campo competenze, passione e spirito di squadra.

Perché a volte la luce non illumina soltanto un edificio. Illumina anche la storia di una città e il suo futuro.